Dittologie congelate: le nuove esigenze poetiche di Federico Li Calzi

“I libri non curano le nostre paure, ma ci portano fuoco e luce”. Questa frase, scritta e più volte ripetuta negli anni dal celebre e influente critico letterario Harold Bloom, rappresenta un’ideale lente d’ingrandimento per meglio scandagliare i meandri più reconditi della creazione letteraria, sviscerandone l’essenza. La nuova opera del poeta canicattinese Federico Li Calzi, Dittologie congelate, pubblicata per i tipi delle Edizioni Cerrito, è interamente percorsa da un unico e fondamentale filo conduttore di cui l’autore ha individuato gli archetipi nell’incomunicabilità, nel ricordo, nel rimpianto e nella nostalgia. Temi che, ripercorrendo a tratti il solco delle poetiche esistenzialiste del primo novecento europeo, potrebbero perfettamente rappresentare le nuove paure, in una sorta di “corsi e ricorsi” all’interno del lirismo italiano. La silloge del Li Calzi in questo suo ultimo lavoro (che segue di tre anni il primo, Poetica coazione, del 2009) dimostra la naturale maturazione del linguaggio dell’autore tramite stilemi di raffinato impatto stilistico. Il titolo richiama infatti la dittologia, ovvero lo strumento retorico che consiste nella congiunzione di due vocaboli simili nel significato e tale complementarietà costituisce la cifra autorale che lega le poesie presenti nella raccolta in un’unica lirica dal valore catartico, poiché, sembra suggerire l’autore, solo affrontando le proprie debolezze e i propri dubbi tramite la “cura letteraria” si può oltrepassare quel limite che in ognuno di noi rappresenta il varco per raggiungere quel “fuoco e luce” liberatorio. Matteo Collura una volta scrisse che “la letteratura è l’unica verità possibile” e di tale lezione sembra abbia fatto il fulcro essenziale della propria poetica Federico Li Calzi, giovane autore dalla spiccata disciplina esegetica, che non smette di stupirci ancora una volta con parole che, singolarmente semplici, costituiscono però nel loro contesto unitario una personalissima e affascinante analisi delle emozioni che smuovono e definiscono la parabola della nostra esistenza.

Poetica Coazione

“Poetica coazione” è l’opera prima di Federico Li Calzi, giovane poeta di Canicattì, che raccoglie le liriche scritte tra il 2005 e il 2009. L’autore utilizza un linguaggio poetico sperimentale, quasi avanguardistico e nel fare ciò non si avvale di una metrica classica, ma di versi racchiusi, quasi ossequiosamente, in tre o quattro righe, che a volte diventano due, altre una sola, ma tale da sprigionare la potenza arcadica dell’essenzialità. E tali caratteristiche della scrittura del Li Calzi sono subito evidenti sin dalla prima poesia del volume, intitolata “Pioggia di sole”, elegante ossimoro figurativo, significativo, nella sua contraddittorietà, della condizione umana sempre più precaria.

Protagonisti dell’opera (scaricabile gratuitamente dal sito dell’autore www.federicolicalzi.it) sono gli elementi che appartengono all’esistenza dell’uomo. Dalla luminosità del sole al crepuscolo notturno (quasi fossero i luoghi esistenziali in cui tutti noi ci ritroviamo a vivere), dai ricordi di un episodio rimasto nella memoria all’ingombrante presenza dell’inverno, stagione non solo temporale ma anche metaforicamente personale. Dalle personalissime ed intime sensazioni che può far nascere un momento di pioggia al sentimento che più nutre la sensibilità di ogni poeta, l’amore, nelle sue infinite sfaccettature insite nei meandri dell’animo umano.

“Poetica coazione” rappresenta, dunque, una “summa” dell’umana commedia, ben esemplificata in alcuni splendidi versi: “Sai di terra, sia di sole, sia di tutte le cose che non passano mai”. Tòpos poetico in cui si estrinsecano mirabilmente e con un linguaggio spiazzante, gli eterni valori dell’uomo, dove le palpitazioni del cuore sono come appena vissute e dove riesce spontaneo e naturale “interfacciarsi in forma di preliminare d’intesa” con alcuni magnifici versi di Novalis, così come spiegato nell’interessante ed erudita prefazione al volume scritta dal prof. Nuccio Mula.

Quelli del giovane poeta Li Calzi sono messaggi universali affidati ad una ideale ed immaginaria bottiglia, qui rappresentata dalla Poesia, alla quale, secondo lo stesso autore, oggi è stato “sottratto ogni mandato ideale e sociale”, in un clima di sfiducia verso la Vita. Ma sarà la stessa “Poesia, quella vera, che nasce quasi per miracolo e che vive dentro il poeta come un costante punto di domanda, a risvegliarsi”, in una riscossa alla quale il poeta Li Calzi affida la sua anima, ma, inconsapevolmente, anche le nostre.

Antonio Fragapane